Scarica il pieghevole della mostra (Gli sguardi sul jazz - 2012 mostra di Massimo Goina)

Presentazione della mostra
di Gabriele Centis

Non è la prima volta che ci si interroga su questa questione… Fotografare il jazz, la musica, fermare in un singolo istante un’esperienza sensoriale articolata e complessa, perchè è di questo che stiamo parlado, sembra impossibile. 
Come puo’ un’immagine statica esprimere un suono o la dimensione temporale della musica, un “beat” o l’intensità e l’energia con cui si esprime un musicista?
Ci vuole talento, sensibilità ed intuizione. 
Bisogna saper cogliere con musicalità, seguendo il flusso, esattamente “quel” momento in cui un gesto, un movimento o una suggestione condensano il senso dell’evento musicale e la sua carica comunicativa.
Massimo Goina ha talento, sensibilità ed intuizione. 
L’immagine e la storia del TriesteLovesJazz festival, non avrebbero potuto trovare un interprete migliore e più appassionato. 
Conosco Max da molti anni, anche per i suoi trascorsi come batterista, collaboriamo spesso assieme anche in contesti diversi dal festival jazz e le sue produzioni sono sempre efficaci ed esteticamente inappuntabili. 
Credo che questo sia merito delle doti citate prima, della sua professionalità ma anche dell’entusiasmo e della spontaneità, che sono due tra le principali caratteristiche della sua personalità, e che Max è capace di proiettare nei suoi lavori e nelle sue immagini che acquistano così una forza ed un dinamismo che le rendono veramente “speciali”.

Gli sguardi sul jazz

Gli sguardi sul jazz è una mostra che ripercorre il lavoro di Massimo Goina come fotografo ufficiale per il Festival internazionale TriesteLovesJazz, iniziato nel 2008 per documentare le presenze e le esibizioni di artisti nazionali ed internazionali alla manifestazione.
Si tratta di una piccola parte della produzione del fotografo triestino, oggi esposta nella sua prima mostra sulla fotografia di spettacolo. 
Per permettere ai visitatori di comprendere meglio il suo “vivere” un festival non limitandosi solo ai momenti del concerto, la mostra esibisce anche tutte quelle sfumature, espressioni e particolari che circondano il fotografo in quelle giornate.
Il percorso è così diviso in tre sezioni. La prima, stampata su pannelli di grandi dimensioni, è dedicata ai particolari che l’artista definisce “senza tempo”. La seconda è costituita da piccole foto dal bordo bianco, come si usava in passato, una “wall” dedicata ai momenti del backstage e dalla vita “on the road”. La terza sezione è un’installazione video che contiene una carrellata di immagini degli artisti del festival e una multivisione intitolata The rhythms of jazz, realizzata e montata dall’autore stesso e proiettata al Festival internazionale di multivisione di Parigi nel marzo 2012.

Il video inserito nella mostra

Gli sguardi sul jazz 00:00 – 08:45
The rhythms of jazz 08:45 – 15:28 

 

Le foto del backstage

Durata 14:00

 

 

Articolo sulla mostra “Gli sguardi sul jazz” di Federica Gregori pubblicato su Il Piccolo l’1 agosto 2012

 

Servizio del TG RAI3 regionale FVG di Marinella Chirico del 2 agosto 2012